Ben-Gvir scatena nuove polemiche: deride gli attivisti della Flotilla inginocchiati, bendati e ammanettati
di Monica Ricci Sargentini
Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale visita il porto dove sono trattenuti gli attivisti fermati nel Mediterraneo orientale e li schernisce. Il ministro degli Esteri: «Spettacolo vergognoso, tu non sei il volto del nostro Paese». L’Italia e la Francia convocano i rispettivi ambasciatori
Le immagini arrivano dal porto israeliano di Ashdod. Gli attivisti della Global Sumud Flotilla – fermati tra ieri e lunedì mentre navigavano verso Gaza – sono in ginocchio, con le mani legate dietro la schiena, circondati dagli agenti dello Shin Bet. Davanti a loro il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itaman Ben-Gvir sventola la bandiera israeliana e li schernisce. «Guardate come sono ridotti ora. Non eroi, sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli per lungo tempo nelle prigioni antiterrorismo», dice nel video diffuso sui suoi social. E ancora: «Benvenuti in Israele, siamo i proprietari di questa casa».
In un altro passaggio del filmato si vede un’attivista gridare «Free, free Palestine» verso il ministro prima di essere immobilizzata dagli agenti, che la prendono dalla testa, piegandogliela con forza fino a terra.
Le immagini, rilanciate nelle ultime ore dai media israeliani e dagli attivisti della Flotilla, stanno alimentando nuove, intenssissime polemiche internazionali sul trattamento riservato ai partecipanti della missione umanitaria partita dalla Turchia per cercare di raggiungere Gaza.
Secondo il ministero degli Esteri israeliano, tutti i 430 attivisti fermati nel Mediterraneo orientale sono stati trasferiti su navi israeliane e stanno venendo identificati ad Ashdod: tra loro ci sono anche 29 italiani.
E proprio dal governo italiano sono arrivate reazioni durissime su quanto emerso nelle ultime ore.
In una nota congiunta, la premier Giorgia Meloni e il capo della Farnesina Antonio Tajani hanno definito «inaccettabile» il trattamento riservato da Israele agli attivisti della Flotilla, aggiungendo che l’Italia «pretende le scuse per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano».
La Farnesina ha inoltre annunciato la convocazione dell’ambasciatore israeliano per chiedere «chiarimenti formali» su quanto accaduto: una mossa cui ha fatto seguito – poco più tardi – una decisione identica da parte del governo francese. Il governo spagnolo ha definito il trattamento degli attivisti «mostruoso, indegno e disumano». E anche il presidente della Corea del Sud ha dichiarato «totalmente inaccettabili» le azioni di Israele. «Qual è la base legale (per gli arresti)? Si tratta di acque territoriali israeliane?», ha detto presidente Lee Jae Myung: «È territorio israeliano? In caso di conflitto, possono sequestrare e fermare navi di Paesi terzi?»
Tajani ha annunciato che due italiani – il deputato M5S Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani – dovrebbero comunque lasciare Israele nella tarda serata di oggi, per arrivare nelle prime ore di domattina in Italia.
Dura la reazione anche del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che rivolgendosi idealmente a Ben-Gvir ha detto: «Noi ci vantiamo di altro, ministro. Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l’abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo si faccia il bene di Israele».
Dure anche le reazioni della politica italiana. La segretaria del Pd Elly Schlein parla di «immagini agghiaccianti, questi sono crimini contro la dignità umana. Non solo il governo criminale di Netanyahu compie ripetuti atti di pirateria in acque internazionali e vicino alle coste europee, ma detiene anche attivisti e nostri concittadini in condizioni violente e disumane. Servono sanzioni per il governo di Netanyahu e i suoi ministri estremisti; il governo italiano tolga il veto alla sospensione dell’accordo UE-Israele, per manifesta violazione dei più basilari diritti umani». Anche il Movimento 5 Stelle parla di «trattamenti umilianti» e chiede un intervento immediato della Farnesina. Angelo Bonelli definisce il governo Netanyahu «peggio dei pirati». Angelo Bonelli parla di un governo Netanyahu «peggio dei pirati». E Carlo Calenda definisce «farabutti criminali» gli autori dei comportamenti violenti nei confronti degli attivisti: «Bene ha fatto il Governo a convocare l’ambasciatore. Adesso devono seguire immediatamente sanzioni durissime contro Ben-Gvir».
Toni più cauti arrivano invece dalla maggioranza. La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli sostiene che «non è attraverso queste operazioni che si aiutano davvero i palestinesi», pur ribadendo la necessità di tutelare i cittadini italiani coinvolti. Maurizio Lupi chiede invece che Israele «non attacchi imbarcazioni in acque internazionali», invitando però anche gli attivisti a «prestare attenzione quando ci si reca in scenari di guerra».
Per domani davanti a Montecitorio è stata convocata una giornata di mobilitazione permanente promossa dagli organizzatori della Flotilla insieme a diverse associazioni filo-palestinesi. Gli attivisti parlano di «atto di pirateria» e chiedono il rilascio immediato di tutte le persone fermate.
Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha criticato Ben-Gvir per il comportamento tenuto con gli attivisti: «Tu non sei il volto di Israele», ha scritto in un post su X. «Con questa vergognosa performance, hai consapevolmente arrecato danno al Paese, e non è la prima volta».
Durissima la risposta di Ben Gvir: «C’è chi nel governo ancora non ha capito come ci si deve comportare con i sostenitori del terrorismo. Ci si aspetta dal ministro degli Esteri di Israele che capisca che Israele ha smesso di essere un bambino da prendere a schiaffi. Chi arriva nel nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non gli daremo l’altra guancia».
A esprimersi è stato però poi anche il premier israeliano, Benjamin Netanyahu: «Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia, il modo in cui il Ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele. Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile».
Articolo in aggiornamento…




