Il fenomeno Vannacci cresce, Meloni consulta gli alleati e osserva
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Il fenomeno Vannacci cresce, Meloni consulta gli alleati e osserva

Davanti all’Auditorium della Conciliazione, a pochi passi dal Vaticano, nel pomeriggio della vigilia arrivano i camion che scaricano scatoloni con dentro magliette e spille di colore blu notte con il simbolo dell’ala tricolore, che somiglia a una fiamma stilizzata. I 1700 delegati di Futuro nazionale, di cui almeno il 25% assessori e sindaci, le indosseranno oggi in occasione dell’assemblea costituente del partito, che si concluderà domani con il discorso di Roberto Vannacci.

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All’ingresso ci sono già gli schermi luminosi con la scritta Futuro nazionale e sullo sfondo il Colosseo. Anche perché le radici romane, pur avendo il partito sede a Lucca, iniziano a essere profonde: il movimento “Indipendenza” di Gianni Alemanno per esempio è confluito in Fn e Vannacci è pronto ad aspettare l’ex sindaco di Roma fuori dal carcere il 24 giugno.

Adesso la creatura politica dell’ex generale, nata a febbraio e che al momento conta otto deputati fuoriusciti soprattutto dalla Lega ma anche da Fratelli d’Italia e Forza Italia, è arrivata al suo battesimo. Vannacci per l’occasione ha invitato tutti i leader di partito ma nessuno di loro sarà presente. Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani però si sono sentiti ieri per fare il punto in vista dell’evento e decidere come gestirlo politicamente. Non vogliono rompere del tutto ma neanche mostrare subalternità. Per questo si è convenuto che è il caso di esserci, ma senza presenze di peso. Il Carroccio manderà Angelo Valeriani, segretario provinciale di Roma, Forza Italia ha chiesto alla coordinatrice romana Luisa Regimenti di essere presente e anche Fratelli d’Italia manderà un esponente locale.

Vannacci farà un primo punto stampa questa mattina e poi domenica ci sarà il gran finale a mezzogiorno. Sono attese parole grosse in risposta alla premier, che giovedì ha sfidato a muso duro i vannacciani in Aula definendoli «funzionali alla sinistra perché la vera destra non vota con la sinistra contro la fiducia al governo». Il generale rivendicherà di essere lui «la vera destra, quella autentica».

Intanto, Edoardo Ziello, deputato e responsabile organizzazione di Futuro nazionale, braccio destro da subito dell’ex generale, scrive sui social: «Adesso anche Meloni attacca inspiegabilmente il generale, anziché aprirsi a lui per rafforzare la destra. Evidentemente è sotto pressione da parte dei Salvini di turno. Adesso è tutto molto chiaro». E poi, rivolgendosi alla premier aggiunge che «non è Vannacci che indebolisce il centrodestra, ma chi governa non mantenendo le promesse fatte. È così che vince la sinistra». Con gli ex amici è un botta e risposta. Claudio Durigon, vicesegretario della Lega, rispondendo alla domanda se sia stato alzato un muro rispetto all’ingresso di Vannacci in coalizione, risponde: «Il muro lo ha messo lui. Non ha votato la fiducia, quindi non sta votando la politica del governo».

L’assemblea costituente servirà a pesare l’effettiva rappresentatività del partito. I delegati sono stati nominati ognuno da 35 iscritti e saranno chiamati a votare la mozione scritta dal presidente Vannacci e dal Coordinatore nazionale, Massimiliano Simoni. Oggi parlano i delegati, domani i parlamentari. Al centro, la remigrazione, l’energia su cui puntare, se nucleare o fossile, e le priorità della finanza pubblica. Poi il ruolo delle donne in politica e non solo, nei giorni in cui le associazioni femministe hanno contestato Vannacci che ha messo in discussione le quote di genere.

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