
La stampa internazionale torna ad elogiare Giorgia Meloni. È il turno, questa volta, del Times, con un attestato di stima nei confronti della longevità del governo guidato per la prima volta nella storia da una donna. Da poco, infatti, l’esecutivo di Meloni si è posizionato in seconda posizione nella classifica dei governi più longevi della storia repubblicana, dietro il primato del Governo Berlusconi II che, se le cose continuano così, verrà superato entro l’anno. Ed è il Times, dunque, a decretare l’eccezionalità di un tale risultato, specialmente in un Paese come il nostro in cui si sono susseguiti ben 68 governi, con una durata media di poco più di un anno. Il titolo dell’articolo rimarca proprio questo punto: “L’Italia è una porta girevole di Primi Ministri – perché Giorgia Meloni è durata? Il suo paese ha avuto 68 governi dalla guerra, ma questo è a tre mesi dal diventare il suo servizio più longevo”.
Il quotidiano britannico non fa troppi giri di parole: “La longevità politica della prima donna leader italiana è tanto più straordinaria dato il numero di governi in Europa che sono caduti vittima della turbolenza politica della prima metà degli 2020. Al contrario, le valutazioni di approvazione di Meloni sono rimaste a circa il 40 per cento, rendendola di gran lunga la politica più popolare del paese. I sondaggi danno al suo partito un paio di punti in più rispetto al 26 per cento che ha vinto alle ultime elezioni quasi quattro anni fa, qualcosa che Sir Keir Starmer o Friedrich Merz, il travagliato leader tedesco, potevano solo sognare”. Nel pezzo, ricercando anche i motivi di tale stabilità, il quotidiano elenca anche i record di Meloni in fatto di economia: l’aumento degli occupati, il numero minimo di disoccupati, il calo del deficit.
Ha parlato di Giorgia Meloni anche Rishi Sunak, l’ex premier conservatore del Regno Unito secondo il quale – ha spiegato – “quando Giorgia è diventata primo ministro, penso che molte persone l’abbiano sottovalutata e certamente alcuni altri leader europei la guardavano dall’alto in basso. Credo che pensassero che le sue opinioni sull’immigrazione, ad esempio, fossero sbagliate. Ma è molto dura e le è stato dimostrato di avere ragione non solo su quel problema, ma più in generale. La sua naturale capacità di connettersi con le persone è, penso, notevole”.
Dunque capacità di leadership, coerenza, concretezza, personalità coinvolgente. Sono queste le ricette che permettono alla premier di tenere alti i consensi dopo ben quattro anni dalle elezioni politiche del 2022. E non è la prima volta che la stampa estera elogia Meloni. Anzi, si può formare ormai un lungo elenco di casi simili. Nel 2024, i colleghi statunitensi del New York Times sancirono che “in un’Europa senza timone, è il momento dell’Italia”, a dimostrazione della sua stabilità e della sua capacità di leadership. Ancora il Nyt, in occasione del G7 tenutosi in Puglia quell’anno, descrisse la premier come “una figura di riferimento” per tutta la destra europea, un “modello da seguire in Europa”. Ancora nel 2024, Bloomberg scriveva che Meloni “merita rispetto”. E il sugello finale: Politico che nomina Giorgia Meloni “donna più potente d’Europa”. Insomma, dall’estero la stampa internazionale continua a riconoscere il valore della premier, probabilmente più di quanto succeda all’interno dei nostri stessi confini.




