
Uno scontro che si riaccende sui social, tra accuse, domande rimaste senza replica e un invito che suona come una sfida aperta. Nelle ore successive all’audizione sulla gestione della pandemia, il confronto tra Giuseppe Conte e Giorgia Meloni torna a infiammare il dibattito politico. Il presidente del Movimento 5 Stelle ha scelto di intervenire direttamente sotto un post Facebook della premier. E, con un messaggio dai toni duri, ha chiesto alla presidente del Consiglio di trovare pochi minuti per affrontare temi che, secondo Conte, attendono ancora risposte davanti al Paese.
“Sono passate ore… ma 5 minuti ancora non li ha trovati”, ha scritto Conte, ripubblicando il commento lasciato nella serata precedente sotto il messaggio di Meloni. Al centro della polemica c’è l’audizione dell’ex premier davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. Conte rivendica la propria presenza: “Io ci sono sempre stato e sempre ci sarò in ogni sede e occasione in cui si possano dare delle risposte al Paese. C’ero anche oggi in commissione Covid“. Poi l’affondo, rivolto senza giri di parole alla leader di Fratelli d’Italia.

Nel lungo messaggio, Giuseppe Conte chiama in causa le chat che riguarderebbero Andrea Delmastro e un prestanome di un clan mafioso, le Regioni di centrodestra escluse dalle domande sulla gestione della pandemia e la posizione della ministra del Turismo Daniela Santanchè nell’inchiesta per presunta truffa Covid.
“Dicci invece in quale cassaforte sono finite le chat del tuo amico Delmastro con un prestanome di un clan mafioso”, scrive Conte. E ancora: “Dicci quando Santanchè andrà in tribunale senza protezioni e scudi sull’inchiesta per truffa Covid“. Parole pesanti, che rilanciano una polemica già molto accesa. L’ex presidente del Consiglio insiste sul tema della trasparenza e mette a confronto le rispettive posizioni: “Io oggi sono stato per ore a rendere conto e a rispondere. Tu li hai 5 minuti per rispondere all’Italia? A noi piace la verità, a voi evidentemente fa male”.
La premier aveva commentato l’audizione di Conte sostenendo che gli italiani abbiano diritto a conoscere fino in fondo quanto accaduto nel periodo dell’emergenza sanitaria. Per Giorgia Meloni, la Commissione deve fare piena luce sulle decisioni assunte, sulle risorse pubbliche utilizzate e su eventuali responsabilità. “La verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani“, aveva scritto la presidente del Consiglio. Una posizione che Conte contesta, spostando l’attenzione su altri dossier delicati che coinvolgono esponenti dell’attuale maggioranza.
Intanto anche i capigruppo di Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva nella Commissione d’inchiesta sul Covid sono intervenuti con una nota congiunta. Ylenia Zambito, Alfonso Colucci, Filiberto Zaratti e Annamaria Furlan hanno definito l’audizione di Conte una “boccata d’ossigeno” per l’istituzione. Secondo gli esponenti dell’opposizione, la Commissione sarebbe stata delegittimata da una maggioranza che, con Fratelli d’Italia in testa, l’avrebbe usata come strumento di propaganda politica. Per ora, dalla premier non è arrivata una risposta pubblica al nuovo affondo di Conte. Ma la distanza tra i due fronti appare ancora una volta enorme.




