
È scontro aperto sul ddl sulla caccia all’esame del Parlamento. A intervenire con toni durissimi è il leader di Avs, Angelo Bonelli, che ha criticato con forza l’impianto della proposta normativa e le sue possibili conseguenze sulla tutela dell’ambiente.
Secondo Bonelli, il disegno di legge rappresenterebbe un cambiamento profondo nella definizione stessa dell’attività venatoria, fino a trasformarne il significato e il ruolo all’interno del sistema di gestione della fauna.

Nel suo intervento, il leader di Alleanza Verdi e Sinistra ha rivolto un appello diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo un passo indietro sul provvedimento.
«Meloni fermi la legge sulla caccia se non vuole passare alla storia come una killer della natura, perché la legge voluta anche dal suo partito definisce la caccia come attività “utile alla conservazione” e trasforma i cacciatori in “bioregolatori”, ma la realtà è che si tratta di un vero e proprio attacco alla natura e alla biodiversità. Non si puo’ sacrificare il patrimonio faunistico per inseguire qualche voto nel mondo venatorio».
Parole che hanno immediatamente alzato il livello dello scontro politico, inserendosi in un dibattito già acceso sul futuro delle politiche ambientali e sulla gestione del territorio.
Al centro della polemica, secondo le dichiarazioni di Bonelli, vi sarebbe la ridefinizione della caccia come attività “utile alla conservazione” e la figura dei cacciatori descritti come “bioregolatori”. Una formulazione che, secondo l’esponente di opposizione, cambierebbe radicalmente l’approccio alla tutela della biodiversità.
La critica si concentra sull’idea che tali modifiche possano incidere negativamente sul patrimonio faunistico, trasformando l’equilibrio tra tutela ambientale e attività venatoria in un terreno di possibile conflitto politico e sociale.
Il confronto sul ddl sulla caccia si inserisce così in un quadro più ampio di tensione tra diverse visioni della gestione ambientale, con il tema della protezione della natura che si conferma uno dei punti più sensibili del dibattito parlamentare.




