
Il clima nel Partito Democratico irpino precipita dopo la diffusione della dura lettera inviata ai vertici nazionali del partito dai consiglieri provinciali dem Marcantonio Spera, Luigi D’Angelis e Umberto Iovino. Nel documento, indirizzato alla segretaria nazionale Elly Schlein, al responsabile organizzazione Igor Taruffi e al segretario regionale campano Piero De Luca, gli esponenti provinciali chiedono formalmente l’avvio delle procedure di espulsione nei confronti dell’ex presidente della Provincia, Rizieri Buonopane.
Secondo i firmatari, Buonopane avrebbe “sistematicamente e scientificamente” assunto posizioni politiche contrapposte rispetto alla linea del Partito Democratico, utilizzando il simbolo del partito soltanto nei momenti utili alla propria candidatura. Parole pesanti, che segnano uno dei momenti di maggiore tensione interna vissuti negli ultimi anni dal Pd irpino.
Le accuse dei consiglieri
Nel lungo documento i consiglieri provinciali ripercorrono numerosi episodi politici e amministrativi che, a loro giudizio, dimostrerebbero la distanza di Buonopane dalla linea ufficiale del Pd. Vengono richiamate le alleanze costruite nelle elezioni provinciali con esponenti vicini al centrodestra e all’ex sindaco di Avellino Gianluca Festa, oltre alle tensioni registrate in enti strategici del territorio come l’Alto Calore Servizi, il Piano Sociale di Zona dell’Alta Irpinia e il Consorzio Asi di Avellino.
I firmatari accusano inoltre l’ex presidente di avere alimentato per anni conflitti interni e divisioni, contestando il metodo politico utilizzato nella gestione dell’Ente Provincia e nei rapporti con amministratori e dirigenti del partito. Nel testo si parla apertamente di “scelte politicamente opache” e di una gestione priva di condivisione.
La sconfitta e il regolamento di conti
La lettera arriva all’indomani delle polemiche seguite alla mancata riconferma di Buonopane alla guida della Provincia di Avellino. L’ex presidente aveva attribuito la sconfitta a presunti tradimenti interni al Pd. Una ricostruzione che i consiglieri provinciali respingono con fermezza, sostenendo invece che il voto degli amministratori locali rappresenti un giudizio politico sull’operato maturato durante il mandato.
Nel passaggio finale del documento, gli esponenti dem chiedono alla segreteria nazionale di intervenire per ristabilire “principi di rispetto politico” e tutelare la credibilità del partito nella provincia di Avellino. Una richiesta che rischia ora di aprire ufficialmente un nuovo fronte interno nel Pd campano.




