Malattia dal lavoro? Cambiano le regole Inps: ispettori pronti a bussare direttamente a casa
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Malattia dal lavoro? Cambiano le regole Inps: ispettori pronti a bussare direttamente a casa

Controlli Inps: c’è la stretta sulle visite fiscali ispettive per malattia, contro l’assenteismo. Come previsto dall’ultima legge di bilancio del governo, quest’anno debuttano le nuove regole sui controlli che l’istituto nazionale di previdenza sociale effettua per accertare l’effettivo stato di malattia dichiarato dal lavoratore dipendente. Vediamo nel dettaglio cosa cambia e perché.

L’esigenza di potenziare i controlli nasce da un aumento costante dei congedi lavorativi per motivi di salute. I numeri resi noti dall’Inps nel più recente “Osservatorio statistico dedicato al polo unico per la tutela della malattia” evidenziano che, nella seconda metà del 2025, i certificati medici trasmessi hanno toccato i 14 milioni, segnando un aumento del 2,8% rispetto allo stesso intervallo temporale del 2024. Parallelamente alla crescita delle assenze per motivi di salute, l’istituto ha disposto circa 399mila controlli domiciliari, con un incremento del 3,7% su base annua. L’Osservatorio statistico sul polo unico per la tutela della malattia dell’Inps monitora certificati medici e visite fiscali (domiciliari e d’ufficio) per lavoratori pubblici e privati.

Più medici-ispettori per i controlli

L’aumento dei controlli ispettivi fatica tuttavia a tenere il passo rispetto all’incremento dei certificati, trainati dal settore privato (dove si concentra oltre il 78% delle comunicazioni). L’obiettivo delle misure contenute in manovra è quello di rendere le verifiche Inps più frequenti e capillari, riducendo il rischio di assenze ingiustificate. Per questo viene previsto un aumento del numero di medici abilitati ad effettuare le visite domiciliari per conto dell’ente previdenziale.

Non solo, perché la stretta sui controlli per le visite fiscali passa anche da un rafforzamento tecnologico. Da quest’anno diventa operativo il nuovo portale telematico inserito all’interno della “piattaforma digitale nazionale dati” (Pdnd). Con questo strumento i datori di lavoro potranno richiedere all’istituto di previdenza le visite ispettive in modo più rapido e diretto.

Gli orari delle visite

Una novità ulteriore, ma questo si sapeva già da un po’ di tempo, è rappresentata dagli orari delle visite che da quest’anno sono uguali per tutti, a prescindere dal settore di appartenenza. La norma azzera le disparità cronologiche tra dipendenti del settore privato e del pubblico. Il lavoratore in malattia che riceve una visita di controllo a domicilio è obbligato a farsi trovare in casa tra le 10 e le 12 e tra le 17 e le 19, senza distinzione tra giorni feriali o festivi.

Le verifiche possono essere disposte in qualunque giornata, senza esclusioni per weekend o festività, e possono protrarsi per tutta la durata della prognosi riportata nel certificato medico inviato all’Inps. È quindi necessario che il lavoratore rimanga disponibile all’indirizzo comunicato. Se si rende necessario uno spostamento temporaneo, questa variazione deve essere segnalata con immediatezza, così da evitare contestazioni in caso di mancata presenza al momento della visita di controllo.

Quando ci si può assentare

Lo stato di reperibilità consente in ogni caso di allontanarsi dal proprio domicilio, anche negli orari citati sopra, in situazioni specifiche, a partire dalla convocazione per visite specialistiche. L’elenco è vario e può comprendere esami clinici, terapie o altre esigenze legate al percorso di cura. La differenza dall’assenza ingiustificata dipende dall’esistenza di una documentazione scritta che attesta la validità dello spostamento. La legge individua casi specifici che esonerano dall’obbligo di reperibilità, a partire dai lavoratori dipendenti con patologie gravi che richiedono terapie salvavita.

Nell’elenco rientrano poi i casi di invalidità pari o superiori al 67%, così come le malattie causate da infortuni sul lavoro o dall’attività. In ogni caso spetta all’Inps l’ultima parola su eventuali controlli documentali o accertamenti medici.

Le regole sulla procedura che porta alla giustificazione di un’assenza non cambiano. Entro il giorno successivo all’inizio del periodo di malattia il medico curante ha l’obbligo di inviare, tramite procedura telematica, l’attestato all’Inps. Spetta poi al lavoratore comunicare al proprio datore il numero di protocollo della pratica. Tutto deve avvenire entro 48 ore: questo consente all’azienda di verificare lo stato di indisposizione sul portale previdenziale.

Le sanzioni

Se il dipendente non è presente alla visita ispettiva disposta dall’istituto o chiesta dal datore di lavoro, e se non c’è una giustificazione valida, viene autorizzata l’immediata applicazione di sanzioni – economiche o disciplinari – per assenza ingiustificata. L’apertura di una procedura di contestazione può portare dalla perdita dell’indennità di malattia nei primi giorni di assenza alla decurtazione del trattamento, soprattutto se la pratica viene reiterata nel tempo.

In situazioni di irreperibilità, l’Inps può inoltre attivare ulteriori verifiche medico-legali per accertare l’effettivo stato di salute dichiarato. Eventuali difformità tra quanto certificato dal medico e quanto riscontrato in sede di controllo domiciliare possono comportare la sospensione o la decurtazione del trattamento economico relativo al periodo contestato.

In genere, alla prima assenza ingiustificata si perde integralmente l’indennità per i primi dieci giorni, alla seconda si subisce una riduzione del 50% per la restante durata, mentre alla terza viene meno ogni diritto al beneficio per il tempo residuo. Nei casi più gravi, oltre alle conseguenze economiche, il datore di lavoro può avviare procedimenti disciplinari interni con possibili effetti sul rapporto di lavoro, fino ad arrivare al licenziamento.

L’aumento delle visite fiscali

A fronte di una crescita, seppur contenuta, dei certificati per malattia, arrivati a 14 milioni nel 2025, l’Inps ha incrementato il numero delle verifiche ispettive. Nel terzo trimestre 2025 sono state 199mila, il 5,8% in più sull’anno precedente, con una leggera prevalenza di verifiche nel settore privato. Nel quarto trimestre, invece, il ritmo di crescita ha avuto una battuta d’arresto con circa 200mila visite, l’1,6% in più sullo stesso periodo 2024. La diminuzione ha riguardato solo il settore privato, mentre tra i lavoratori pubblici le visite ispettive sono cresciute di oltre dieci punti percentuali.

Tra luglio e settembre 2025, in media l’Inps ha effettuato 36 visite di controllo ogni mille certificati. Va però aggiunto che la percentuale è più che doppia nel pubblico, con 62 visite ogni mille certificati, a fronte delle 30 ogni mille certificati nel settore privato. Nel quarto trimestre, la percentuale è scesa con 23 visite complessive ogni mille certificati: 16 ogni mille nel privato e 44 ogni mille nel pubblico.

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