Nuovo attacco contro Meloni: il Bonvi Parken imbrattato con scritte che fanno indignare l’Italia
A pochi giorni dalla prima ondata di scritte, l’anfiteatro del Bonvi Parken è di nuovo coperto di vernice rossa e nera. Era stato ripulito giovedì dagli operai del settore Lavori pubblici, ma nella notte ignoti sono tornati a colpire, vergando frasi ancora più pesanti sulle gradinate da poco riqualificate. Tra i nuovi messaggi, accanto a slogan contro Israele e contro il governo, ne è comparso uno che augura la morte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È proprio questa scritta a spostare il livello del problema. Se nei giorni scorsi la denuncia riguardava soprattutto frasi ostili allo Stato di Israele – “Israele brucia” tra le più esplicite – ora a finire nel mirino è la premier in carica, con parole che superano qualsiasi soglia del confronto politico.
Il sindaco Massimo Mezzetti non usa giri di parole. “Ho già detto e lo ripeto, vedo troppo odio e violenza verbale in giro, non bisogna mai sottovalutare questo clima – afferma –. Modena è altro e su questo dobbiamo continuare a insistere con tenacia, isolando chi compie questi gesti che non rappresentano la comunità”. Il Comune, come già accaduto, interverrà per ripristinare l’anfiteatro, che sarà tra l’altro uno dei luoghi dell’Estate Modenese 2026. A intercettare per prima la nuova situazione è stata Fratelli d’Italia, dopo le segnalazioni di alcuni cittadini. “Questa mattina (ieri, ndr) mi sono recato personalmente al Bonvi Parken. Quello che abbiamo trovato è semplicemente inaccettabile”, racconta il capogruppo cittadino Luca Negrini, che ricorda come la precedente scritta contro Israele fosse già stata rimossa grazie a una segnalazione della vicecapogruppo Elisa Rossini. “Siamo di fronte a un clima d’odio che in città è sempre più palpabile e che non può essere minimizzato”. Negrini insiste anche sul decoro: il parco è uno spazio pubblico su cui sono stati spesi soldi dei cittadini, (è di recente stato riqualificato), “ostaggio del degrado e dell’inciviltà di chi ritiene normale imbrattare beni pubblici per diffondere messaggi di odio”.
Sulla stessa linea il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale del partito in Emilia-Romagna, che esprime “piena solidarietà al presidente Meloni per le gravi e ignobili scritte”. Un gesto, lo definisce, “vile e intimidatorio che colpisce non solo una persona, ma le istituzioni democratiche nel loro complesso”. Il senatore di Fd’I confida nel lavoro delle autorità affinché venga “fatta rapidamente piena luce” e siano individuati i responsabili. L’auspicio di una condanna trasversale trova riscontro. Dal Partito democratico arriva una presa di posizione netta. “Esprimiamo la nostra ferma condanna per le scritte contenenti minacce rivolte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni”, dichiara il segretario cittadino e capogruppo in Consiglio comunale Diego Lenzini. “Quanto apparso al Bonvi Park è per noi inaccettabile in un contesto democratico: il confronto civile, pur nella legittima diversità di opinioni, non può essere messo in discussione da atti e minacce di questo tipo”. Da qui la piena solidarietà alla premier e l’auspicio di un intervento rapido per rimuovere le frasi. Anche il presidente del Consiglio comunale Antonio Carpentieri parla a nome di tutti i gruppi consiliari, condannando “un gesto inaccettabile che colpisce non solo la presidente del Consiglio, ma i principi fondamentali del confronto democratico e del rispetto delle istituzioni”.
Intanto il Comune ha annunciato che le scritte saranno rimosse al più presto. Non è escluso che scattino accertamenti per risalire agli autori. Resta il nodo di fondo, quello sollevato dal sindaco: un clima da non sottovalutare, in una città che continua a riconoscersi in tutt’altro.




