Salvini rilancia sull’A22: «Il territorio è pronto a vincere la sfida dell’Autobrennero»
News

Salvini rilancia sull’A22: «Il territorio è pronto a vincere la sfida dell’Autobrennero»

Il ministro a Trento: «Bypass pronto entro il 2033, ma tempi e costi sono aumentati»

Prima stempera con una battuta: «Cosa dico a Diego Cattoni? Auguri». Poi, prima di scendere dal palco del Teatro Sociale per lasciare la sedia proprio all’amministratore delegato di A22 — nel panel del Festival dell’Economia dedicato a «Infrastrutture e priorità» — il vicepremier Matteo Salvini concede una veloce riflessione su quel bando di gara per la concessione dell’Autostrada del Brennero che, da mesi, tormenta via Berlino. E non solo. «Le gare — sottolinea il ministro dei trasporti — le vincono i migliori. E io penso di immaginare che i territori abbiano la competenza e l’esperienza necessaria per dimostrarsi migliori». Parole importanti per l’ad di A22. Che, impegnato nella tavola rotonda insieme all’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana, prima incassa con soddisfazione la precisazione di quest’ultimo sul bando («Noi non abbiamo presentato manifestazioni di interesse. Con Cattoni siamo amici, non sfidanti»).

E poi riparte da quell’augurio lanciato da Salvini per fissare la linea: «Siamo determinati e pronti». Perché, ribadisce l’ad di via Berlino, «l’A22 ha una storia unica, è stata costruita dal territorio, è stata pagata con i soldi del territorio: il nostro è un mondo diverso rispetto alle altre autostrade». E proprio per questo, prosegue Cattoni, «credo che gli altri competitor abbiano la percezione della valenza di questa autostrada per il territorio». In questo contesto, «il nostro obiettivo — chiarisce l’amministratore delegato — è garantire continuità». Anche se i tempi, per arrivare alla fine dell’iter di gara, non saranno brevi. La commissione incaricata dal ministero di valutare l’ammissibilità delle candidature è ancora al lavoro (da fine gennaio). E questa verifica potrebbe durare ancora qualche settimana, per poi lasciare spazio — «Tra l’inizio e la fine dell’estate» è la stima di Cattoni — alla fase 2. E l’esito della gara? Si avrà entro la fine dell’anno, secondo l’ad.

Sui tempi Salvini invece non si pronuncia. Nella sua toccata e fuga cittadina il ministro si prende il tempo per incontrare il presidente della Provincia Maurizio Fugatti nella sede di piazza Dante (A22, Rovereto-Riva, ma anche settore idrico e bypass di Trento i temi affrontati), per poi dribblare le domande dei giornalisti. E concedere qualche accenno sulle questioni trentine solo dal palco del Sociale. Sulla circonvallazione ferroviaria cittadina, in primo luogo, partita sulla quale il leader della Lega, negli anni scorsi, è stato costantemente sollecitato. «Sono aumentati i costi, sono aumentati i tempi» ammette Salvini, inserendo il bypass cittadino nella sua riflessione sulla mozione relativa alle spese Nato. «In questo momento — chiarisce il ministro — non possiamo investire decine di miliardi di euro in spese militari togliendo quel budget da altre voci». Come il bypass, appunto. Che rispetto alle prospettive iniziali ha visto dilatarsi i tempi. E i costi. «Non posso togliere risorse allo sviluppo del territorio» insiste Salvini. Che nonostante la scaletta rimodulata rimane fiducioso: «Vogliamo ultimare i lavori del bypass prima possibile». Con un orizzonte temporale. «Il 2032 e il 2033 — osserva — dovrebbero essere anni decisivi. Perché il primo treno unirà Bolzano a Monaco con l’alta velocità e il tunnel del Brennero». E per quel momento, aggiunge, «la circonvallazione di Trento dovrebbe essere ampiamente operativa».

Salvini, però, nel suo intervento tocca anche i temi della crisi energetica e del carburante — non tacendo critiche accese all’Europa («L’atteggiamento è ottuso e fuori dal mondo») — della guerra in Ucraina («Penso che sia giunto il momento che sia la diplomazia a doversi reimpossessare del futuro del mondo, considerato che siamo al ventesimo pacchetto di azioni contro la Russia e la guerra non si è fermata»), del lascito olimpico («Abbiamo organizzato una manifestazione eccezionale, un orgoglio per me e per gli italiani»). Con un ultimo accenno, a denti stretti, al clima in maggioranza. «Va tutto bene» taglia corto. «Vannacci? Non temo nessuno. E le elezioni saranno a settembre 2027, ma dipenderà da molti fattori».

LEAVE A RESPONSE

Your email address will not be published. Required fields are marked *