Vannacci apre al centrodestra, ma pone condizioni ben precise
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Vannacci apre al centrodestra, ma pone condizioni ben precise

Un’apertura, ma con paletti ben precisi. Roberto Vannacci si dice pronto a valutare un accordo con il centrodestra in vista delle prossime elezioni, a patto però che sia scritto e che nel programma trovino spazio i temi principali della sua agenda politica. È la prima volta che il leader di Futuro Nazionale ragiona pubblicamente, e in termini concreti, di una possibile alleanza con l’attuale maggioranza di governo.

In un’intervista al Corriere dell’Umbria, l’ex generale apre alla premier Giorgia Meloni. Ma è lui a voler dettare le condizioni, delineando i punti che considera irrinunciabili per un eventuale ingresso nella coalizione.

Vannacci spiega che, qualora la premier gli proponesse di entrare nel centrodestra, chiederebbe «un accordo programmatico scritto, pubblico e verificabile, con tempi precisi». Tra i punti indicati figurano il controllo dell’immigrazione, la revisione del Green Deal, il ritorno al nucleare, la riduzione delle tasse su lavoro e famiglie, la sicurezza con la costruzione di nuove carceri, la tutela delle imprese e una politica estera «fondata sull’interesse nazionale».

Il leader di Futuro Nazionale mette in chiaro il suo approccio: «Se i nostri voti fossero decisivi, nessuna cambiale in bianco. Sostegno solo su provvedimenti e scadenze certe». Ed eventuali incarichi, aggiunge, «sarebbero la conseguenza del consenso, non il prezzo di uno scambio».

Tra le richieste ce n’è però una che appare difficilmente conciliabile con la linea del governo. Secondo Vannacci, Meloni dovrebbe cambiare posizione anche sull’Ucraina: «Niente armi e denaro senza strategia e obiettivi raggiungibili».

Una condizione che si scontra con l’orientamento finora tenuto dalla premier, che ha più volte ribadito il sostegno dell’Italia a Kiev, rinnovando gli aiuti anche a fronte dei malumori interni alla maggioranza. Su questo punto, un’intesa appare al momento tutt’altro che scontata.

Le mosse di Vannacci vanno lette anche alla luce dei sondaggi, che danno Futuro Nazionale in rapida crescita, tra il 6% e il 7%, mentre i partiti di governo faticano. Con questi ritmi, da qui alle politiche il movimento potrebbe avvicinarsi alla doppia cifra, superando Lega e Forza Italia.

In quello scenario, un eventuale ingresso in coalizione garantirebbe all’ex generale un peso maggiore rispetto agli alleati Salvini e Tajani, e quindi la possibilità di avanzare più richieste. Vannacci si definisce un uomo di destra «senza timidezze né complessi» e punta soprattutto a un bacino preciso: «L’astensionismo è il principale serbatoio da riconquistare».

Se da Fratelli d’Italia per ora non arrivano repliche, più netto è il fastidio di Forza Italia. «Se oggi c’è qualcuno che dimostra di non voler dialogare con il centrodestra, è proprio Vannacci», ha dichiarato Stefano Benigni, deputato e vicesegretario nazionale azzurro.

«In una coalizione ciascuno porta le proprie idee, e poi si trova una sintesi comune», ha proseguito Benigni, rivendicando la storica capacità di mediazione dello schieramento. «Se Vannacci pensa di poter dialogare imponendo la propria linea, ha sbagliato interlocutore. La nostra forza è sempre stata la capacità di trovare un equilibrio tenendo conto delle sensibilità di tutti». Un botta e risposta che conferma le tensioni all’interno dell’area di centrodestra.

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