Drone russo vicino alla Romania: la mossa improvvisa dell’Italia accende la tensione
News

Drone russo vicino alla Romania: la mossa improvvisa dell’Italia accende la tensione

Si muove la diplomazia. E anche le forze armate. Giorgia Meloni condanna il «gravissimo» attacco di «un drone russo» in territorio romeno, mentre dalla Lega di Matteo Salvini non arriva una parola di biasimo per il Cremlino. La Difesa intanto lavora a una missione proprio in Romania: partirà tra due settimane, il 15 giugno, e durerà almeno per un mese. Secondo quanto raccontano a Repubblica fonti governative, l’operazione coinvolgerà poco meno di cento militari della nostra Aeronautica, che partiranno con al seguito diversi caccia. È una missione diversa da quella di air policing per conto della Nato, terminata l’estate scorsa. Si svolgerà nella base aerea “Mihail Kogălniceanu”, vicino Constanza, il più importante porto romeno. L’obiettivo è proprio addestrare le forze armate rumene, per attrezzarsi nei confronti delle minacce di Mosca. Si tratta di un’operazione già programmata, anche se non resa nota, diventata ancora più urgente in queste ore, dopo l’esplosione a Galati. Un «advance party», cioè un piccolo gruppo di nostri militari, è già sul posto per una ricognizione. Gli altri arriveranno entro il 15. La base Kogălniceanu è considerata un avamposto chiave dell’aeronautica di Bucarest, non a caso ospita circa 4.500 soldati americani, nell’ambito della US Army Garrison Black Sea, che garantisce la difesa nel Mar Nero. Quella di Costanza non è l’unica operazione sul fianco Est che coinvolgerà le nostre forze armate nei prossimi mesi: a settembre partirà un’altra operazione di air policing in Lituania.

Intanto si muove la politica. La premier, che venerdì sarà in Montenegro per il vertice Ue-Balcani, è tornata ieri a parlare del conflitto russo-ucraino, dopo i distinguo di FdI sull’adesione di Kiev all’Ue. Per Meloni è stato colpito «uno Stato alleato e membro Ue». Un blitz «gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea». Dunque «la più profonda vicinanza e solidarietà va alle persone colpite, al governo e a tutto il popolo romeno».

Il vicepremier Antonio Tajani ha sentito telefonicamente l’omologa di Bucarest, Oana Țoiu. L’esecutivo, tramite il ministro degli Esteri, chiede «alla federazione russa, un impegno serio per per una pace giusta». Sottotraccia, sia la Farnesina che l’intelligence stanno cercando di capire se il drone fosse effettivamente russo. Nessuno vuole la guerra in Ue, «per un incidente», è la linea ufficiosa. Ma la condanna resta. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parla di una «pericolosa escalation che non può essere tollerata», davanti alla quale «la coesione della Nato resta incrollabile». Molto diversa la linea del Carroccio. Che solo nel pomeriggio diffonde una nota lasca, senza mai citare il Cremlino: «Per il bene dei nostri figli dobbiamo lavorare per la pace, ascoltando e coinvolgendo tutti». È nota la richiesta della Lega di riaprire il dialogo con Putin. Non solo: il Carroccio sta premendo sugli alleati in vista della risoluzione che sarà votata in Parlamento l’11 giugno, dopo le comunicazioni di Meloni per il prossimo consiglio europeo. Obiettivo lumbard: nessun ingresso di Kiev nell’Ue. Quanto al drone sulla Romania, per Roberto Vannacci invece ci sarebbe lo zampino di Kiev.

Di Ucraina, Romania e assetti Nato, Meloni dovrebbe discutere nel vertice E5 convocato dal cancelliere tedesco Friedrich Merz per la prossima settimana. Il condizionale è d’obbligo. Perché Merz ha proposto il 2 giugno come data del summit, ma Meloni gli ha fatto sapere che quel giorno non ci sarà, è attesa a Roma, per gli 80 anni della Repubblica. E ha chiesto un rinvio. Da Berlino, però, ancora nessuna nuova.

LEAVE A RESPONSE

Your email address will not be published. Required fields are marked *