Generale Vannacci, l’addio di Luca Bellotti: «Ci ho visto male, non mi riconosco più»
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Generale Vannacci, l’addio di Luca Bellotti: «Ci ho visto male, non mi riconosco più»

Un addio a sorpresa a Futuro Nazionale. “Caro Roberto, ti comunico la mia decisione di restituire la tessera e di concludere la mia adesione al tuo movimento”. Una clamorosa lettera inviata a Roberto Vannacci. Firmata: Luca Bellotti, politico di lungo corso di Rovigo, ex Alleanza nazionale e Pdl, già sottosegretario al Welfare nell’ultimo governo Berlusconi. 

“Quando ho aderito, l’ho fatto con convinzione, mettendo a disposizione la mia esperienza e contribuendo, nella mia provincia, all’adesione di oltre 500 persone. Credevo di poter contribuire alla costruzione di una destra rigorosa sui temi dell’immigrazione, della sicurezza, della legalità e del merito, ma anche capace di mettere al centro umanità e rispetto verso le persone di qualunque credo o colore. Purtroppo avevo visto male”.

Le sue parole sono dure e per certi versi sorprendenti: “Non mi riconosco più in una linea politica e in atteggiamenti che considero troppo spesso caratterizzati dalla provocazione e dalla spregiudicatezza. La destra nella quale credo non ha bisogno di esasperare i toni per dimostrare la propria forza, né di rinunciare all’umanità per affermare i propri valori”.

“Ho chiesto più volte un confronto diretto con te, per discutere nel merito, senza mai riuscire a ottenerlo. Questo ha contribuito alla mia decisione, ma il motivo principale è politico: non mi sento più rappresentato dalla direzione intrapresa da Futuro Nazionale”, prosegue Bellotti aggiungendo dei dettagli. “Ci sono delle prese di posizione del Partito che nel Terzo Millennio non hanno veramente senso vedi ad esempio il rifiuto tout court del mondo islamico in quanto tale come dimostra anche la vicenda del cimitero islamico a Rovigo. Io sono per il rispetto di tutte le etnie e di tutte le religioni e sono convinto che ci possano essere margini per una integrazione intelligente che non cancelli le nostre radici ma arricchisca la nostra cultura. Il discrimine per me non è il colore ella pelle o il credo professato ma è tra chi si comporta bene e chi si comporta male. Le società saranno sempre più multietniche per cui la politica sulla integrazione deve essere intelligente”.

“Massimo rigore sul rispetto della legge, massimo rigore per garantire la sicurezza, ma nessun tipo di discriminazione. E certe esternazioni gratuite che creano profonde divisioni andrebbero evitate, anche per non dare l’alibi alle frange più estremiste di potersi sentire discriminate così da trovare adepti nel propagandare odio anti-Occidente. Io resto convintamente un uomo di destra, con le mie idee, la mia storia e le mie convinzioni. Proprio per questo ritengo doveroso essere coerente e non seguire un progetto nel quale non mi riconosco più – conclude Bellotti -. Da oggi chiedo che il mio nome non venga più associato politicamente al tuo movimento, soprattutto dopo la rilevanza pubblica data alla mia adesione. La mia decisione non nasce dal desiderio di lasciare la destra, ma dalla volontà di restare fedele a quella destra nella quale ho sempre creduto e alla quale ho cercato di dare il mio contributo”. 

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