«Ρаrlο ѕреѕѕο ϲοп Ζаіа е ᖴеdrіɡа»: lа rіѕрοѕtа dі Ѕаlᴠіпі. Ѕаlᴠіпі rοⅿре іl ѕіlепᴢіο ѕᥙllе tепѕіοпі іпtеrпе аllа Ꮮеɡа
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«Ρаrlο ѕреѕѕο ϲοп Ζаіа е ᖴеdrіɡа»: lа rіѕрοѕtа dі Ѕаlᴠіпі. Ѕаlᴠіпі rοⅿре іl ѕіlепᴢіο ѕᥙllе tепѕіοпі іпtеrпе аllа Ꮮеɡа

Matteo Salvini prova a ripartire da Milano e dai gazebo della Lega per le comunali del 2027. Dopo settimane di tensioni interne, sondaggi negativi e striscioni in favore di Zaia e Fedriga, il leader del Carroccio ostenta sicurezza: «Io rispetto i militanti che mi hanno chiesto l’anno scorso di lavorare per altri quattro anni e questo farò».

Salvini: «Con Zaia e Fedriga mi sento spessissimo»

Il vicepremier ha visitato uno dei gazebo allestiti a Milano, in via Grossotto, dove i cittadini possono indicare il candidato sindaco preferito per il dopo Sala. Sulle contestazioni interne e sugli striscioni che chiedono un cambio di guida a favore di Luca Zaia, Salvini prova a non drammatizzare. «Infastidito per gli striscioni? Io adoro la democrazia e il confronto con chi non la pensa come me», ha detto. Poi la battuta: «Chi li ha messi? Non lo so, non faccio mica l’ispettore Derrick, però siamo in democrazia e ognuno mette quello che vuole».
Il leader leghista assicura di aver parlato molto con l’ala nordista: «Con Zaia e Fedriga in questi ultimi dieci giorni mi sono sentito non spesso ma spessissimo».

La cabina di regia

Per ricucire le fratture, Salvini punta sulla nuova cabina di regia del partito, pensata per coinvolgere amministratori e territori. «C’è un organismo scelto da tutti ed è stato Massimiliano Fedriga a chiamare le persone, quindi ci siamo. Domani si lavora», ha spiegato.
Proprio Fedriga, intervenendo a una festa della Lega in Friuli Venezia Giulia, ha provato a gettare acqua sul fuoco: «Sui giornali in questi giorni ne ho lette tante, anche su di me, cose che non sapevo e che non sono vere».
Il governatore ha definito la cabina di regia «una giusta scelta del segretario federale per ascoltare le istanze dei territori e portarle nell’azione di governo». Poi ha chiarito: «Non ci sono nuovi dirigenti, non è una sommossa o una rivoluzione».

La freddezza degli alleati

«Mi sento orgoglioso del fatto che, nonostante il caldo, migliaia di milanesi stiano venendo a darci la loro idea di città», ha detto Salvini. Che, oltre al proprio, ha in mente un altro nome per Milano: «Un candidato sindaco che mi piacerebbe si chiama Silvia Sardone».
Il ministro dei Trasporti teme soprattutto i tempi lunghi: «Majorino? È assolutamente battibile. Non so come sceglieranno il candidato a sinistra, ma non ho paura. L’unica cosa che temo sono i tempi lunghi del centrodestra come l’ultima volta».
Ma l’idea di primarie aperte a tutto il centrodestra, così come la candidatura di Salvini, è accolta con freddezza dagli alleati: Forza Italia guarda a un profilo civico e spinge per Carlo Cottarelli; altri fanno il nome del presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.

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