Meloni detta la linea al G7: chiarimento con Trump e frecciata a Vannacci
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Meloni detta la linea al G7: chiarimento con Trump e frecciata a Vannacci

Le ultime notizie in diretta sulla crisi interna al governo Meloni dopo l’inizio del summit del G7 a Evian, in Francia, si intrecciano con il delicato equilibrio tra impegni internazionali, riforme parlamentari e le nuove manovre delle opposizioni. A margine del vertice, la presidente del Consiglio ha avuto un colloquio bilaterale con Donald Trump. Fonti di Palazzo Chigi hanno riferito che il confronto è servito a un chiarimento reciproco, ponendo l’accento sull’importanza dell’unità strategica nell’attuale scenario geopolitico, senza alcuna richiesta di sostegno mediatico da parte italiana. Durante la conferenza stampa di chiusura del G7, la premier, interrogata dai cronisti, ha chiuso all’ipotesi di un’alleanza con il partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale. “Io non mi sto ponendo il problema adesso, penso che il modo migliore per vincere le prossime le elezioni sia governare bene, il resto sono alchimie e io non mi occupo di alchimie, mi occupo di cercare di fare al meglio il mio lavoro”, ha detto Meloni.

Contemporaneamente a Roma, l’avvio del voto sulla legge elettorale ha registrato un immediato rallentamento: la maggioranza ha infatti accantonato i nodi più complessi (come preferenze e voto estero), scatenando le proteste delle opposizioni che accusano il centrodestra di voler prendere tempo. Sulla riforma pesa ormai l’ombra del “fattore Vannacci”: la crescita nei sondaggi di Futuro Nazionale sta alimentando forti dubbi interni alla coalizione di governo sulla reale convenienza del testo, spingendo la Lega a ipotizzare uno stop al cambio di legge.

Sul fronte delle opposizioni, i leader del centrosinistra hanno cercato di dare un segnale di compattezza programmatica. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno condiviso sui social una foto di gruppo per lanciare due eventi pubblici l’8 e il 15 luglio, tappe destinate alla definizione dell’agenda di coalizione tra Nord e Sud Italia. Se lo scatto ha innescato la reazione ironica di Carlo Calenda (“Renzi era sotto il tavolo?“), a delineare i confini dell’alleanza è stato lo stesso presidente del M5S che ha escluso un ingresso automatico di Italia Viva nel polo progressista, invocando garanzie precise ed evitando formule eterogenee: “Sicuramente c’è un problema di affidabilità dei compagni di viaggio. Non dobbiamo creare un’accozzaglia, perché altrimenti si vincono le elezioni e poi ci si scioglie come neve al sole”. Secondo il leader del Movimento, il nucleo a quattro visibile nella fotografia rappresenta l’unica base di partenza reale, mentre ogni futuro allargamento dovrà rispettare paletti rigidi volti a preservare la stabilità e la durata nel tempo di un eventuale esecutivo.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella conferenza stampa conclusiva del G7 di Evian, in Francia, ha definito positivo l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che “crediamo possa essere un importante quadro di riferimento per la stabilità della regione nel suo complesso: ora è importante lavorare per la sua attuazione a partire dalla necessità di assicurare la sicurezza delle rotte marittime internazionali, la piena libertà di navigazione nello stretto di Hormuz”.

Soffermandosi sulle prospettive di pace nella regione, la presidente del Consiglio ha evidenziato la necessità di guardare oltre le soluzioni temporanee in cui “ci aspettiamo che Israele operi come attore positivo nel percorso di pace”, ha dichiarato.

La premier ha quindi commentato le recenti dichiarazioni del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir: “Ho letto Ben Gvir che dice che non si sente vincolato da Trump, bisogna fare attenzione a questa dinamica, così come bisogna verificare quanto l’Iran sia sincero nel voler chiudere questa pagina”. “C’è una fragilità, che però può portare a una situazione più stabile di quella prima della guerra: dipende da come lavoreremo in questi mesi”, ha concluso.

A cura di Giorgia Olivieri

Quella di un mediatore europeo per l’Ucraina “è una materia che va sviluppata all’interno del Consiglio europeo”, secondo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ne parla in conferenza stampa al termine del G7 di Evian.

Sul formato E3 tra Francia, Germania e Regno Unito che ha dato vita a delle polemiche nella politica italiana nei giorni scorsi, Meloni ribadisce: “Continuo a ritenere che questo proliferare di formati alla fine rischi di rendere poco efficace quello che l’Europa può fare, perché sono molti ma nessuno di quei formati alla fine ha l’autorevolezza e l’autorità per parlare a nome dell’Europa nel suo complesso”.

In merito alla ricerca di una figura che possa svolgere il ruolo di mediatore tra Russia e Ucraina per un accordo di pace la premer precisa il suo pensiero: “Se si vuole arrivare a un risultato su questo tema, credo che sarebbe molto difficile riuscire a proporre una persona che viene da uno dei grandi Paesi europei; mi rivolgerei verso le medie potenze dell’Unione europea”.

A cura di Giorgia Olivieri

“Mi piace ricordare che tre dei focus che noi abbiamo discusso in questi giorni arrivano dal lavoro della presidenza italiana: segnatamente intelligenza artificiale, partenariati internazionali, che significa prevalentemente Africa, e soprattutto lotta al traffico di esseri umani”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del G7 di Evian. “È il terzo anno di fila – ha sottolineato la premier – che la questione della lotta all’immigrazione illegale entra nei lavori del G7, cioè il governo dei flussi migratori è ormai un tema stabile di questo formato ed è un lascito della presidenza italiana”.

A cura di Giorgia Olivieri

“Lo rivendico, poi ognuno è libero di pensarla come vuole, ma sono contenta che ci sia oggi il reato di femminicidio nel nostro ordinamento”, dal G7 di Evian la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commenta le parole di Roberto Vannacci contro il reato di femminicidio. “Questo governo ha fatto una legge per introdurre il reato di femminicidio – precisa Meloni – perché il tema non è se gli uomini o le donne hanno un valore diverso quando vengono uccisi ma è come accade”.

Nel caso del femminicidio, la premier sottolinea che “la motivazione è non accettare la libertà di una donna, non si può chiedere a una donna come me di non considerarlo gravissimo”. “Tante battaglie che noi abbiamo fatto anche su altri fronti, cose sulle quali dovremmo essere in teoria anche d’accordo con Vannacci, come alcune degenerazioni legate al fondamentalismo islamico nelle nostre società, il non voler accettare la libertà delle donne, le abbiamo fatte esattamente per la stessa motivazione”, prosegue. “Quindi perché il tema della libertà di una donna in alcuni casi funziona in altri casi no? Questo è il motivo per cui l’abbiamo fatto”, ha concluso.

A cura di Giorgia Olivieri

In merito all’ipotesi di una missione nello Stretto di Hormuz “le condizioni di una eventuale partecipazione italiana noi le abbiamo già dichiarate: chiaramente si parla eventualmente di una presenza italiana in una missione internazionale in uno scenario di pace, missione esclusivamente difensiva con la necessaria autorizzazione del Parlamento”. Questa è “la cornice” tracciata dalla presidente del consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa dopo il G7 di Evian, in Francia. Allo stato attuale, aggiunge, “noi non sappiamo se quella missione sarà necessaria domani, quindi stiamo aspettando”. E aggiunge: “Ci sono 60 giorni di tempo, vogliamo vedere come va in questi questi 60 giorni e in corsa valutare se e quando sia il caso di partire con una missione”.

A cura di Giorgia Olivieri

Al G7 di Evian “non ci sono mai stati momenti di frizione e divergenza: ho trovato ci fosse voglia di lavorare insieme, che è la cosa più importante e non è sempre scontata”, lo ha detto la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa dalla città francese, rispondendo ad una domanda sul rapporto con Trump e i colloqui avuti, e più in generale sul clima al vertice. “Smentisco le ricostruzioni ridi e scherza – ha precisato Meloni – Certo, c’è anche la battuta, ma i temi che abbiamo trattato con Trump sono temi del vertice, e quindi seri”. Sul tavolo quindi Ucraina, Iran, immigrazione, “anche guardando al prossimo G7 a presidenza americana”.

“Con Trump abbiamo avuto diverse occasioni di confrontarci, l’ultima qualche minuto fa – ha continuato la presidente del Consiglio – Per quello che riguarda il rapporto tra Trump e gli altri leader, ho trovato un clima positivo, e convergenza sui contenuti che è quello che mi interessa”. “Dal tema dell’Iran, e si tratta di fissare la pace e i punti del memorandum, ma anche sull’Ucraina, una convergenza non sempre scontata, così come su Indopacifico, resilienza economica, una maggiore autonomia da difendere rispetto alle nostre dipendenze, nel rapporto con l’Africa con una cooperazione non paternalistica ma da pari a pari”, ha concluso Meloni.

A cura di Giorgia Olivieri

Se il partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, sarà nel centrodestra o meno è “un tema che non mi sono posta: mi pare che il movimento dell’onorevole Vannacci abbia già dichiarato la sua indisponibilità ad allearsi con il centrodestra, il che mi sembra abbastanza in continuità con il lavoro che si sta facendo finora perché quando si vota cinque volte contro la fiducia al primo governo della storia guidato da una persona del centrodestra non si vuole dare una mano”. Lo dice la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa finale al G7 di Evian. “Vedo una certa funzionalità per la sinistra in questo, e lo considero abbastanza normale. Considero molto meno normale che si voglia essere funzionali a questo quando ci si dichiara di destra”, taglia corto la presidente del Consiglio.

“Penso che il modo migliore per vincere le prossime elezioni sia governare bene, il resto sono alchimie e io non mi occupo di alchimie, io mi occupo di cercare di fare al meglio il mio lavoro perché alla fine di questa esperienza non sarà la mia alleanza con questo, con questo, metto insieme più 1, più 3, più 4, più 5 a farmi vincere o perdere le elezioni, sarà il giudizio che complessivamente gli italiani danno del lavoro che ho fatto e che abbiamo fatto in questi anni”, ha continuato Meloni.

A cura di Giorgia Olivieri

“Bisogna dare più rappresentatività ai territori. Io sono sempre stato un sostenitore del proporzionale, quindi credo che – mantenendo le coalizioni – sia una legge elettorale che va nella giusta direzione”, lo ha detto il leader di FI Antonio Tajani.

A cura di Francesca Moriero

“Ci hanno dato ragione con un provvedimento che ci permetterà di contrastare molto meglio l’immigrazione irregolare”, ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani a margine del question time alla Camera parlando del regolamento europeo sui rimpatri. “Un conto è parlare di lotta all’immigrazione irregolare e un conto è ottenere risultati concreti. Abbiamo ridotto di oltre il 60% gli arrivi di immigrati irregolari e ora con le nuove norme europee potremo fare ancora di più”.

A cura di Francesca Moriero

“Ho ribadito che lo strumento Safe non è sostitutivo, altrimenti perderebbe utilità, è concepito, sia a livello di impegni sia a livello europeo, come aggiuntivo; non è accettabile per la Difesa se fosse sostitutivo”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che al question time in aula alla Camera ha risposto a un’interrogazione di Azione sugli intendimenti in ordine all’aumento delle spese militari, con particolare riferimento all’adesione allo strumento Safe.

Nel merito delle coperture necessarie per i crediti d’imposta legati al programma dell’Unione europea Safe, che fornisce prestiti a lungo termine agli Stati membri per finanziare investimenti in difesa e sicurezza, Crosetto ha risposto così ai cronisti: “Continuate a chiedere a me cose che dovete chiedere a Giancarlo (Giorgetti, ndr), quando ci saranno le condizioni capiremo cosa succede”.

A cura di Giorgia Olivieri

“Io sono sempre stato eletto con le preferenze quindi non mi spaventano, ma mi pare ci sia un accordo complessivo per non inserirle, quindi si va in quella direzione” ha detto Antonio Tajani, a margine del qt alla Camera, sulla legge elettorale. Interpellato sul no della ministra delle Riforma Elisabetta Casellati ha poi aggiunto: “C’è una pdl sostenuta dal mio partito” in cui “non ci sono le preferenze”. E a chi gli ha ricordato come Fratelli d’Italia abbia annunciato un emendamento in Aula per introdurre le preferenze ha poi risposto: “L’Aula è sovrana, vedremo quello che succede. Il testo della legge non le prevede e noi siamo d’accordo”.

A cura di Francesca Moriero

“Nel prossimo Consiglio dei ministri sarà approvata in via definitiva la riforma degli incentivi”, a dirlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo a un’interrogazione durante il question time alla Camera sulle iniziative urgenti per un piano industriale volto alla risoluzione delle crisi industriali e alla garanzia degli investimenti in ricerca e innovazione.

A cura di Giorgia Olivieri

“È stato predisposto tutto ciò che serve per affrontare i temi e gli impegni che noi abbiamo preso in ambito Nato dai nostri alleati, sono state predisposte e viene analizzata ogni giorno le necessità ma ci sono le condizioni per portare le nostre forze armate, la nostra difesa, al livello che è richiesto non soltanto dai nostri alleati ma dal nostro compito principale che è difendere il Paese da ogni possibile eventualità e difenderli per istituzioni”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo al question time nell’aula della Camera, rispondendo a una interrogazione sull’aumento delle spese militari in ambito Nato e all’adesione al progetto di acquisto di armamenti a favore dell’Ucraina. “Lo strumento Safe non è sostitutivo delle forme di bilancio, per adesso però è in sospeso – ha precisato Crosetto – Non sappiamo ancora se l’Italia accederà o meno, quando l’Italia aderisse, la difesa è pronta e ha ben chiaro cosa è necessario”.

In merito ai rapporti con gli Stati Uniti, l’esponente di governo ha spiegato che con il segretario alla guerra Pete Hegseth, incontrato durante la sua recente visita a Washington, “non ho preso nessun impegno, il ministero della Difesa non prende gli impegni, li prendono i governi e, semmai, i parlamenti”.

A cura di Giorgia Olivieri

La riforma della difesa è composta da “due disegni di legge diversi”, questo è quello che comunica il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante il question time alla Camera. “Speriamo di portare il primo, quello che ha meno problemi di copertura e che è normativo, al primo Consiglio dei ministri possibile”, aggiunge l’esponente di governo.

“Sull’altro, che prevede l’aumento di 40mila persone e ha giustamente dei problemi di copertura pluriennali da affrontare nella legge di bilancio, vediamo con la Ragioneria”, spiega.

A cura di Giorgia Olivieri

Durante il question time alla Camera, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha definito “vergognose e inaccettabili” le immagini che riportano le violenze subite dagli attivisti della Global sumud flotilla in Israele, “che hanno superato una linea rossa, hanno scosso le nostre coscienze e l’opinione pubblica”. Il comportamento del ministro della Sicurezza israeliano, Itamar Ben Gvirr, è stato definito da Tajani “contrario a ogni tutela della libertà umana”.

Per questo, spiega, “ho chiesto a Kallas di portare al Consiglio Affari esteri la proposta di sanzioni contro Ben Gvir”. “Al consiglio di lunedì – prosegue – non è stata ancora raggiunta l’unanimità necessaria, ma continuiamo a insistere con contatti con Paesi più restii che stanno bloccando le decisione”.

A cura di Giorgia Olivieri

“Venerdì riapriranno i battenti della nostra ambasciata a Teheran e anche degli uffici dell’Ice”, lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al question time alla Camera. “La nostra ambasciatrice – ha proseguito – farà rientro nella capitale iraniana insieme a tutti i diplomatici e i funzionari del ministero degli Esteri”. Inoltre Tajani ha fatto sapere: “Oggi parlerò con ministro degli Esteri iraliani, Araghchi”.

A cura di Giorgia Olivieri

Scambi di battute, sorrisi e siparietti nella giornata di ieri tra Trump e Meloni: tutto fa pensare apparentemente a una fase di disgelo, dopo gli scontri a distanza degli ultimi mesi. Ma è davvero così? Il leader del M5s Conte non crede alle apparenze: “Io ho sfruttato la simpatia, cordialità” con Donald Trump “chiedendo per il nostro Paese e ottenendo tante cose, invece qui” Giorgia Meloni, “al contrario, ha sfruttato questo rapporto ideologico destra e destra, americana e italiana, per concedere agli Stati Uniti tutto quello che avevano richiesto. È successo che nel momento in cui poi Trump ha continuato a chiedere, Meloni è stata costretto a venir fuori, a dir no ed è stata mollata”, dice ospite di AdnTalks il presidente del Movimento 5 stelle. “Ieri – aggiunge l’ex premier – si è parlato di un grande riavvicinamento, non spetta a me dirlo, vedremo se si recupererà questo rapporto, ma mi sembra che dalle immagini virali che girano che non ci sia tutto questo atteggiamento di apertura e cordialità da parte di Trump, c’è qualche sketch che è abbastanza evidente”.

A cura di Annalisa Cangemi

“Abbiamo già avviato un lavoro comune su alcuni temi fondamentali come il salario minimo, il rilancio della sanità pubblica e il congedo parentale. Stiamo inoltre definendo una proposta condivisa sull’energia. Il confronto tra le forze dell’opposizione procede in modo concreto e nei prossimi giorni proseguirà anche con iniziative pubbliche nel Nord e nel Sud del Paese per discutere con i cittadini quale debba essere la nuova visione dell’Italia”. Lo ha dichiarato Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo questa mattina a Coffee Break su La7.

“Di fronte al fallimento del governo Meloni, che si avvicina ai quattro anni di legislatura lasciando un Paese piu’ fragile sul piano sociale ed economico, è necessario costruire un’alternativa progressista ed ecologista credibile. Da parte nostra non esistono veti nei confronti di nessuno: il criterio e’ quello programmatico.- ha spiegato ancora Bonelli – L’obiettivo è costruire un’alleanza larga, capace di tenere insieme culture politiche diverse attorno a priorità condivise come lavoro, sanità pubblica, giustizia sociale, conversione ecologica ed energia pulita”.

“È auspicabile che accanto alle forze che stanno già lavorando a questo percorso possa consolidarsi anche un’area civica e moderata. Saranno i soggetti interessati a definire forme e modalità della propria partecipazione, ma è evidente che per battere la destra serve una coalizione ampia, plurale e radicata nella società. Noi continueremo a far crescere Alleanza Verdi e Sinistra, portando dentro questo progetto i temi che per troppo tempo sono stati trascurati: la lotta alle disuguaglianze, la tutela dei più deboli e la transizione ecologica”.

A cura di Annalisa Cangemi

“Perché non c’era Renzi nella foto del campo largo? Perché è normale che le forze politiche che hanno una maggiore responsabilità, anche per una ragione matematica, si assumano l’onere di fare un passo avanti. Pd, M5S e Avs oggi rappresentano circa il 42% dei consensi secondo tutte le rilevazioni disponibili e sono le tre forze più grandi dell’opposizione”. Lo ha dichiarato Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, intervenendo a L’Attimo Fuggente condotto da Luca Telese e Giuliano Guida Bardi su Giornale Radio, all’indomani dell’incontro con Elly Schlein, Giuseppe Conte e Angelo Bonelli che ha segnato l’avvio del percorso politico comune del centrosinistra. “Questo non significa avere più potere o considerarsi più importanti degli altri. Significa assumersi una responsabilità maggiore. Sono le tre forze che in questi anni hanno costruito una maggiore convergenza su moltissime questioni. Se abbiamo già deciso come arrivare alla scelta del candidato premier? No, non ne abbiamo discusso. È un tema che vedo soprattutto sulle pagine dei giornali. Non credo che sia la priorità degli italiani e delle italiane e, in ogni caso, non è stato oggetto della discussione”, ha aggiunto Fratoianni.

A cura di Annalisa Cangemi

Destinare a Cassa depositi e prestiti 1,2 miliardi di risorse del Pnrr – inizialmente previste per l’efficienza ferroviaria e già riprogrammate – per ampliare l’offerta d alloggi sociali e di abitazioni a prezzi accessibili. Lo prevede un emendamento dei relatori al decreto sul Piano casa all’esame della Camera. La norma autorizza Cdp a costituire un patrimonio destinato denominato ‘Patrimonio casa’, con l’obiettivo di sostenere iniziative di edilizia sociale o convenzionata. La rimodulazione dei fondi del Pnrr è però in attesa del via libera europeo e per questo l’emendamento stabilisce la cornice normativa per l’utilizzo delle risorse in arrivo e prevede inizialmente che il Mit trasferisca a Cassa 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

A cura di Annalisa Cangemi

“Io volevo abolire il codice Rocco. Vent’anni fa ho presieduto la commissione per farne uno nuovo, rimasto nel cassetto. Abbiamo dato precedenza al referendum. E temo che in quest’ultimo anno la riforma radicale sarà impossibile. Ma spero di intervenire”. A dirlo in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a proposito del ‘patentino antifascista’ richiesto agli editori da ‘Più libri Più liberi’.

“Abbiamo dato precedenza al referendum. E temo che in quest’ultimo anno la riforma radicale sarà impossibile. Ma spero di intervenire”. L’Anm e il Pd obiettano che il libro della giustizia più importante è la Costituzione. E che dopo gli interventi della Consulta del codice fascista resta solo il guscio. “È una balla colossale – prosegue Nordio -. La parte generale che disciplina la struttura del reato e delle pene, colonna portante del codice, è inalterata. Ed è proprio quella che costituisce l’aspetto più significativo dell’ideologia fascista. La persona non è considerata un cittadino ma un suddito al servizio di uno Stato etico, come teorizzato da Hegel e da Gentile. E quindi le scriminanti, come la legittima difesa, l’adempimento di un dovere, l’esercizio di un diritto, sono cause di ‘non punibilità’. Come dire: io sono indulgente e non ti punisco. Invece il reato in questi casi non deve sussistere. Ed è qui che vorrei intervenire”.

Meloni parla di “censura”. “Peggio – afferma ancora il Guardasigilli -: è un errore inescusabile. Si comincia a bruciare i libri e si finisce per bruciare gli uomini, diceva Heine. Chi fa propaganda per la ricostituzione del partito fascista va censurato e, al limite, punito. C’è già la legge Scelba. Ma una cosa è esporre le idee, una cosa è tenerle per sé, senza essere obbligato a ripudiarle per partecipare a un evento culturale. Massimo Cacciari è molto più severo di me nel criticare questa schifezza”.

Quanto ad una possibile revisione del reato di femminicidio, Nordio risponde che non sono previsti mutamenti. “È come il genocidio. Non è un omicidio ordinario. Ha il connotato di una odiosa aggressione alla donna, in quanto tale. Come il genocidio lo è nei confronti di un popolo, in quanto tale”.

A cura di Annalisa Cangemi

Prolungata in extremis la validità delle carte d’identità cartacee. Per loro era stato deciso uno stop al prossimo 3 agosto: da quella data l’unico documento di identità valido sarebbe stato la Carta d’identità Elettronica (CIE), la cui emissione tuttavia in alcuni comuni procede a rilento. Di qui la decisione di ieri del Consiglio dei Ministri secondo cui le vecchie carte non ancora scadute mantengono la propria validità fino alla naturale scadenza, anche oltre il termine del 3 agosto, “per determinate finalità e nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi”. Laddove il Comune non riesca a fornire una Carta d’identità elettronica, ad esempio ai titolari di carte scadute, i comuni potranno inoltre rilasciare un documento di identità provvisorio.

A cura di Annalisa Cangemi

I capi di Stato e di Governo del G7 si dicono “uniti nel nostro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale” aggiungendo di aver “concordato di aumentare la fornitura di ulteriori capacità, sistemi e intercettori di difesa aerea, nonché di capacità a lungo raggio”. Lo si legge nella dichiarazione congiunta sulle questioni geopolitiche rilasciata a Evian. “Ci impegniamo ad aumentare la pressione sull’economia di guerra russa. A tal fine, rafforzeremo le nostre sanzioni, comprese quelle sui settori del petrolio e del gas”.

“Riaffermiamo la nostra solidarietà al popolo ucraino, le cui infrastrutture critiche e il cui patrimonio culturale sono sotto attacco” e “lodiamo l’Ucraina per la sua resilienza e per i progressi compiuti in prima linea negli ultimi mesi e sottolineiamo che ora c’è un rinnovato slancio” aggiungono i leader. “Siamo inoltre pronti a concedere all’Ucraina licenze per aumentare la sua produzione militare. Sottolineiamo l’importanza della resilienza energetica, sulla base delle esigenze e delle priorità definite dalle autorità ucraine. Abbiamo concordato di fornire ulteriore sostegno all’Ucraina per consentire al Paese di affrontare il prossimo inverno”.

A cura di Annalisa Cangemi

“Con il via libera definitivo della Camera al decreto Rimpatri e alle norme sui rimpatri volontari assistiti facciamo un altro passo avanti per rafforzare gli strumenti a disposizione dello Stato nella gestione dei flussi migratori. Più serietà, più ordine, più efficacia. Governare il fenomeno migratorio con regole certe e strumenti concreti. Avanti così”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni su X.

A cura di Annalisa Cangemi

Invitato al programma di Bianca Berlinguer, “È sempre Cartabianca”, Vannacci insiste sul no al reato di femminicidio: “Sono marito di mia moglie e padre di due figlie e le confermo che a mio parere il femminicidio non esiste e non deve esistere ed è un’aberrazione giuridica, perché un reato non può essere più o meno grave a seconda del sesso, del colore della pelle, della religione o dell’orientamento sessuale di chi lo subisce o di chi lo permette. Peraltro l’omicidio con le sue aggravanti, il fatto di essere perpetrato in ambiente familiare, la premeditazione e i futili motivi consentono già di erogare il massimo della pena a chi perpetra questo orrendo reato, come nel caso Turetta che è avvenuto prima che il reato di femminicidio fosse stato inserito nel codice penale e peraltro questo reato di femminicidio, si vede nei Paesi in cui è stato introdotto, non ha portato a nessun decremento della violenza di uomini nei confronti della donna. Questa è una deriva gramsciana che vuole usare il diritto penale per creare un nuovo senso comune”.

“E allora che facciamo, introduciamo il reato di ‘immigraticidio’ per quei quattro balordi che hanno ucciso una persona nei giorni scorsi perche’ era un immigrato? dice ancora – Il reato di femminicidio è stato introdotto all’unanimità perché non c’è stato nessun parlamentare che abbia avuto il coraggio di sottoporsi alla gogna mediatica che sta succedendo a me, ma io me ne frego e quando sono convinto di quello che dico lo esterno”.

E sul piano di “remigrazione”, contenuto nel suo programma politico: “Considerate Vannacci come l’Annibale del 2026 e vi posso assicurare che un modo per la remigrazione lo troverò”.

A cura di Annalisa Cangemi

Le ultime notizie in diretta sulla crisi interna al governo Meloni dopo l’inizio del summit del G7 a Evian, in Francia, si aprono con il bilaterale tra la premier e Donald Trump. Fonti di Palazzo Chigi hanno riferito che il colloquio è servito a “un chiarimento reciproco incentrato sull’importanza dell’unità strategica” nell’attuale scenario geopolitico, senza alcuna richiesta di sostegno mediatico da parte italiana.

A Roma, intanto, l’avvio del voto sulla riforma elettorale in commissione alla Camera ha registrato un immediato rallentamento. La maggioranza ha infatti fatto slittare l’espressione dei pareri sui nodi più complessi, accantonandoli per “approfondimenti” e scatenando le proteste delle opposizioni contro una presunta strategia dilatoria. Sulla riforma pesa però l’ombra del “fattore Vannacci”: la crescita nei sondaggi di Futuro Nazionale dopo l’assemblea del fine settimana sta alimentando forti dubbi interni alla coalizione di governo sulla reale convenienza del testo, spingendo diversi esponenti della Lega a ipotizzare lo stop al cambio di legge per evitare un potenziale boomerang elettorale.

Sul fronte opposto, il centrosinistra ha cercato di mostrare compattezza: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno condiviso sui social una foto di gruppo attorno a un tavolo per lanciare due eventi pubblici l’8 e il 15 luglio, tappe destinate alla definizione del programma dell’alternativa. Se lo scatto ha innescato la reazione ironica di Carlo Calenda (“Renzi era sotto il tavolo?”), a blindare il perimetro della coalizione è stato lo stesso leader del M5S. Intervistato da Andrea Scanzi, Conte ha escluso un ingresso automatico di Italia Viva nel polo progressista: “Sicuramente c’è un problema di affidabilità dei compagni di viaggio. Non dobbiamo creare un’accozzaglia, perché altrimenti si vincono le elezioni e poi ci si scioglie come neve al sole. Bisogna costruire un progetto e vedere poi se allargare, a chi e come, ma con garanzie e paletti”. Per il presidente del Movimento, l’attuale asse a quattro visibile nella fotografia rappresenta l’unica base di partenza reale, mentre qualsiasi futuro allargamento dovrà rispettare condizioni rigide per preservare la stabilità e la durata nel tempo di un eventuale esecutivo.

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